La via maestra per la pesca

PORTOPALO - Diversificare la rete commerciale, sinergia tra le imprese del settore: queste le due macrodirettive che caratterizzano il distretto produttivo di pesca in fase di costituzione all'interno della marineria portopalese, la seconda più grande della Sicilia. Dopo un incontro a Sciacca, alla presenza dei rappresentanti istituzionali dei comuni marinari, sabato l'iniziativa è stata illustrata ai rappresentanti della locale marineria durante un incontro svoltosi nell'aula consiliare del municipio di Portopalo, alla presenza del sindaco Fernando Cammisuli e dell'assessore comunale alla pesca Michele Taccone. Da un punto di vista legislativo si fa riferimento ad una legge regionale. “Sulla necessità di una nuova organizzazione delle imprese di pesca – ha affermato il sindaco Cammisuli – siamo tutti d'accordo e l'amministrazione comunale sta costantemente ponendo la sua attenzione su questi aspetti, fondamentali per la crescita del settore ittico e per la sua competitività”. Il punto di maggior debolezza a Portopalo è rappresentato da una rete commerciale ormai obsoleta. “Non si può pensare di proseguire su una strada ormai superata – afferma Michele Taccone – e che vede il prodotto, pescato dalle imbarcazioni portopalesi, commercializzato in loco o al massimo portato a Catania. Questo è un sistema obsoleto, il mercato richiede altro e senza opportuni adeguamenti e correzioni di rotta si rischia veramente di perdere ulteriore competitività, con tutti i pericoli che questo comporterebbe da un punto di vista economico ed occupazionale”. La via maestra per il futuro prossimo è quindi il distretto produttivo della pesca.

“Le normative attuali agevolano la costituzione di associazioni di produttori anche nel settore ittico – prosegue l'assessore Taccone – dove il ruolo dell'ente pubblico diventa preponderante per assicurare strutture adeguate e dove il mercato ittico sarà lo snodo fondamentale per la produzione e promozione del pesce, ferma restando l'imprescindibile esigenza di trovare nuovi sbocchi commerciali, con una politica della qualità che deve partire innanzitutto dagli stessi operatori del settore, quindi dai pescatori”. Il quadro insomma è delineato e Portopalo non vuole perdere un treno importante per la crescita futura della pesca. “Per quel che è di competenza dell'amministrazione comunale – ha sottolineato il sindaco Cammisuli – stiamo facendo quanto rientra nelle nostre prerogative, per far si che si utilizzino tutti gli strumenti che ci mette a disposizione, da un punto di vista legislativo, la Regione e la Comunità Europea dove, purtroppo, l'attenzione è il più delle volte rivolta verso Nord che nel Mediterraneo”. Dai pescatori arrivano segnali contrastanti, tra la voglia di misurarsi con le sfide future e un pessimismo di fondo dettato da una crisi che affligge da parecchi anni il settore. “Se la strada tracciata è questa – afferma un operatore ittico presente all'incontro – ho parecchi dubbi perché il pescatore tende ad agire da solo, non a fare gruppo. Forse ci vorranno ancora degli anni per adeguarsi ad una mentalità che privilegia la collaborazione e l'associazionismo tra gli operatori della nostra marineria”. Insomma, quello che ci vuole è un cambio di mentalità: fare gruppo per essere più competitivi e vincere le sfide future. L'alternativa è segnare il passo. Ovvero scomparire dal mercato.

SERGIO TACCONE
Fonte: LaSicilia.it il 03-04-2006 - Categoria: Economia

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