Questa lettera è stata inviata nel lontano 2001. Subito dopo pochi mesi che era stato fatto lo scoop giornalistico da Parte de "La Repubblica". La lettera venne pubblicata anche nel sito della Signora Amenta di Noto per qualche tempo. E il giorno stesso che era stata "cancellata": ricevetti una e.mail di un certo Gaetano con (e.mail
[email protected])
Ora a distanza di tempo, caro professore, so perfettamente chi è che si celava dietro questa "eclipse" che mi "rimproverava" di fare i siti da "Mulino Bianco".
E che Lui a Portopalo ci sarebbe rimasto!
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LA LETTERA E LA PROPOSTA!!!!
Antefatto: che conosciamo tutti. Il Naufragio,le dicerie, la verità.
FATE QUALCOSA: NAUFRAFIO 96/ISTITUZIONI
Il naufragio della motonave, con l'annegamento di ben 283 persone è una delle tragedie piu' tristi che questo tratto di mare ricordi.
E comunque le grandi perdite di vite umane, che si sono registrate nella storia,in zona, sono legate a fatti di guerra o ad operazioni ad essa connesse.
No, qui, siamo di fronte ad una grande tragedia civile internazionale che inesorabilmente ha una ricaduta non tanto accettabile in tutta l'area geografica.
Che coinvolge: La Repubblica di Malta, tanto quanto lo Stato Italiano.
E dalla storia emerge, con la massima evidenza, che molti sapevano, del naufragio, ma nessuno parlava.
I primi a scoprire cosa poteva essere successo,naturalmente, sono stati i pescatori. Di Portopalo, ma anche di Malta.
Ma, essendo in acque internazionali è trovandosi davanti alla macabra scoperta:
hanno pensato che il problema l'avrebbe dovuto risolvere qualcun'altro.
Magari fidando del fatto che i cadaveri si trovavano in una zona di transito e che altri avrebbero sicuramente lanciato l'allarme.
Ma,come sappiamo, non è andata cosi.
Nessuno a lanciato l'allarme. Poi, il tempo e le onde hanno cancellato ogni traccia di quel naufragio.
Solo la bontà e la corretezza etico-morale di Salvatore Lupo, Capitano,di fatto, ha permesso alle autorità italiane di potere fare luce su tutta la vicenda.
La quale, parte dalla encomiabile iniziativa de "La Repubblica" e del suo (ottimo) giornalista Gianmaria Bellu. Fin qui i fatti.
Ora il naufragio è diventato speculazione. Un filmato del naufragio è stato presentato ad una mostra in Germania a Kassel. Ma cosa c'è da mostrare? Dov'è l'arte?
Tutto questo è negativo per la nostra Nazione. Tutto questo è negativo per la nostra Regione. Tutto cio' è negativo per la Nostra Provincia e per il Comune di Portopalo di C.P..
Per questo,a suo tempo, non appena saputo dei fatti sui giornali, anche attraverso internet, ho pensato che dovevo fare qualcosa.
Prima di tutto ho telefonato a Salvatore Lupo per ringraziarlo per quello che aveva fatto.
E che il suo gesto, aveva ed ha un grande significato civile e morale.
Il giorno dopo, ho scritto una e.mail al Presidente della Provincia Bruno Marziano e all'Assessore Paolo Giansiracusa, che conosco personalmente, esponendogli le preoccupazioni di un effetto negativo di immagine su tutta la Provincia Regionale.
Successivamente ho spiegato, Loro, una mia vecchia idea.
Cioè quella di riaccendere in forma commemorativa solenne un Fano a Torrefano. Sulla vecchia Torre.
Che per secoli, è stato luogo fisico della terza punta della Sicilia.(Promontorio Pachino)
Pertanto proposi di realizzare alla Provincia: una manifestazione a cadenza annuale, commemorativa di tutte le tragedie del mare.
Che prevedesse l'accensione di un Fano commemorativo in contrada Torrefano di Pachino.
Le strutture di supporto e l'altezze del livello del fuoco andrebbero realizzate con strutture metalliche a parte.
E l'attuale struttura della Torre non dovrebbe essere minimamente interessata.
L'evento dovrebbe e potrebbe assumere una duplice significato: il primo, quello della rievocazione storica del Fano come guida e protezione dei naviganti; Il secondo quello commemorativo a ricordo di tutti gli uomini e donne che nel canale di Sicilia hanno perso la vita.
La manifestazione si dovrebbe svolgere in una notte senza Luna.
L'estate scorsa, a Marzamemi, ho incontrato il Presidente della Provincia che mi ha detto che quella proposta era in istruttoria.
Non so a che cosa si riferiva. Perchè, a distanza di piu' di un anno, non ho saputo nulla.
Niente è stato fatto, che io sappia, in riferimento a questa tragedia da parte delle istituzioni Provinciali e locali.
Pertanto, rinnovo l'invito, alla Provincia Regionale di Siracusa e a tutti i Comuni della zona Sud:
fate qualcosa che riscatti il ricordo di queste persone.
Ma, sopratutto,alle istituzioni statali: fate qualcosa per il monitoraggio delle coste in preda alle scorribande dei pirati che dettano legge nel Canale di Sicilia.
Rosario Spinello Architetto